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30 ottobre 2008
Novembre mese di raccolte: Album in uscita
 

GIORGIA - SPIRITO LIBERO, VIAGGI DI VOCE 1992 – 2008     21 Novembre

Quest'ultima fatica discografica, della migliore voce soul italiana di tutti i tempi, il cui titolo riprende il nome del singolo apripista dell'album "Ladra di vento" del 2003, conterrà sia brani nella versione originale, sia canzoni riarrangiate e/o ricantate, ed è prevista anche una confezione extra del volume con un dvd di video ufficiali e non commentati dalla stessa Giorgia.

 

NICKELBACK – DARK HORSE  14 Novembre

Il disco sarà anticipato dal lancio del primo singolo estratto: il brano scelto è "Gotta Be Somebody", che inizierà ad essere trasmesso in radio a partire da venerdì 10 ottobre.
"Dark Horse" è stato prodotto sotto la supervisione di Mutt Lunge, noto per avere già collaborato con altre band famose, prima fra tutte quella degli AC/DC.

 

ZUCCHERO – LIVE IN ITALY 28 NOVEMBRE

L’ultima fatica di Zucchero uscirà in contemporanea tutto il mondo il 28 novembre e sarà intitolata “Live in Italy”. Piatto ricco, composto da due cd e due dvd. Il cofanetto è stato anticipato dal singolo “Una carezza”, dedicato alla madre di Zucchero Rina Bondavalli trasmesso in radio dal 24 Ottobre.

 

TRACY CHAPMAN – OUR BRIGHT FUTURE 7 Novembre

Il lavoro, che uscirà il prossimo 7 novembre, si preannuncia intenso e pieno di significato. Conterrà 11 tracce prodotti in collaborazione con Larry Klein e sarà seguito immediatamente da un tour promozionale che porterà l’artista in giro per tutto il mondo.

In programma ci sono ben 21 date, 2 delle quali in Italia. Tracy Chapman si esibirà, infatti, il 28 e i 29 novembre rispettivamente a Milano (Teatro degli Arcimboldi) e a Roma (Auditorium di Via della Conciliazione).

 




permalink | inviato da barsaro_webmaster il 30/10/2008 alle 18:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 ottobre 2008
Oasis - Dig Out Your Soul

Cosa fai quando capisci che sei arrivato ad essere una legenda rock, che sei a quel punto a cui aspirano per tutta la vita tutti gli artisti della nostra era, la maggior parte dei quali crepa senza essersi mai minimamente avvicinato ad esserlo? Le opzioni sono due o ti siedi sulla comoda poltrona del tuo loft da miliardiario con la tua tazza di tè, rilasciando qualche intervista ogni tanto, oppure ti alzi e fissi l’asticella del tuo obiettivo ancora più in alto. Bhè la strada scelta dagli Oasis e dal loro chief Noel Gallagher è decisamente la seconda. Se con i recenti lavori si era ventilata più nelle aspirazioni una rottura col sound-oasis del passato, ora la band di Manchester spiazzerà tutti nei fatti.

Dig Out Your Soul è un taglio netto con le classiche ballatone per chitarra acustica(che nessuno qui si permette di rinnegare, per carità), è il lavoro più maturo della band inglese.

“Ho scelto in modo consapevole,” spiega Noel, “di non scrivere quella che potesse essere definita una canzone con la C maiuscola. Volevo scrivere musica che avesse del groove e non seguisse il tradizionale modello strofa, ritornello e middle eight. Cercavo un sound che fosse più monocorde, più ipnotico ed ossessivo in un certo senso; più incalzante. Canzoni che potessero catturare l’attenzione in modo differente. Brani con i quali va cercata una certa complicità interiore – che vanno cioè sentiti. Questo elemento rappresenta probabilmente l’aspetto innovativo principale dopo ‘Don’t Believe The Truth’”.

La canzone The Shock of The Lightning è destinata a essere ricordata nel tempo come la vera gemma di quest’album, è una delle sei canzoni scritte da Noel, canzoni che hanno un comune denominatore: un taglio ruvido, eccessivo e martellante nel sound e liriche molto intime. The Shock of the Lightning insieme al pezzo di apertura Bag it Up garantisce, comunque, una certa continuità col sound del passato, in questo fervore di novità. Liam scrive tre canzoni, esaltate anche dal “fratello-coltello” Noel: si tratta di I’m Outta Time (omaggio a John Lennon)che grazie a una costruzione più classica ha un ritornello destinato a essere cantato a squarciagola nei live dal popolo degli Oasis, Ain’t Got Nothin, e Soldier On che chiude le undici tracce dell’LP. Trascinante dal primo all’ultimo secondo Fallin Down di cui è disponibile una versione remixata dai Chemical Brothers; ipnotiche e psichedeliche (Get Off Your) High Horse Lady e Waiting For The Rapture; veloce e rabbiosa The Turning. Contribuiscono al settimo lavoro in studio della band anche Gem Archer e Andy Bell, ormai elementi stabili e a detta di Noel estremamente importanti per la creatività del gruppo, rispettivamente con To Be Where There Is Life e The Nature Of Reality.

L’ultima fatica dei fratelli Gallagher è stata registrata tra Ottobre e Dicembre 2007 presso i leggendari studi di Abbey Road e mixata a Los Angeles nei primi mesi del 2008; luoghi epici come le intenzioni di quest’album che segna il ritorno dopo più di tre anni della band inglese che più di tutti ha segnato gli anni 90.

La tracklist di “Dig Out Your Soul”

1 Bag It Up
2 The Turning
3 Waiting For The Rapture
4 The Shock Of The Lightning
5 I’m Outta Time
6 (Get Off Your) High Horse Lady
7 Falling Down
8 To Be Where There’s Life
9 Ain’t Got Nothin’
10 The Nature of Reality
11 Soldier On

Piero




permalink | inviato da barsaro_webmaster il 3/10/2008 alle 20:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
1 ottobre 2008
Ottobre mese di novità: Album in uscita

Ottobre è da sempre il mese prediletto dalle case discografiche per le uscite dei lavori dei loro artisti di prima linea. Tra le varie uscite barsaroweb ne consiglia quattro.

3 Ottobre Bob Dylan - Tell tale signs
Si tratta di un album che contiene versioni alternative o brani totalmente inediti scartati da dischi come Oh Mercy (1989), Time Out Of Mind (1997, prodotto da Daniel Lanois e vincitore di due premi Grammy), Love And Theft (2001) e il recente Modern Times (2006). Un'ottima occasione per i cacciatori di rarità rock-folk.

3 Ottobre Oasis -  Dig Out Your Soul.
L'album del ritorno sulle scene dei fratelli Gallagher dopo Don't Believe the Truth. Un disco che ripercorre e riassume tutte le tappe della crescita della band di Manchester. Si va da brani che ricordano la rudezza di Definitely Maybe a brani che rivisitano i percorsi psichedelici di Standing On the Shoulder of Giants. (su barsaroweb a presto la recensione dell'album)

15 Ottobre Vinicio Capossela - Da solo
"Il nuovo album è un disco per piano e strumenti inconsistenti, ossia quegli elementi che possono stare intorno al pianoforte e dargli un’aura, del pulviscolo sonoro. Voce e pianoforte sono centrali in questo disco che è soprattutto di ballate. Gli strumenti inconsistenti fanno da coro, danno spazio e profondità. Rivestono il pianoforte come un maglione". (Vinicio Capossela ad America Oggi, quotidiano per la comunità italiana negli Stati Uniti, 30 giugno 2008).

31 Ottobre Negrita - Helldorado
Il nuovo cd è stato registrato tra Buenos Aires e la Toscana ed è stato prodotto da Fabrizio Barbacci. Tra le collaborazioni alla batteria Cris Dalla Pellegrina e alle percussioni il brasiliano Itaiata De Sa. “HELLdorado” vanta la partecipazione di tanti special guest tra cui Roy Paci e gli argentini Bersuit e La Zurda.




 




permalink | inviato da barsaro_webmaster il 1/10/2008 alle 16:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
19 settembre 2008
Recensione Album Forth - The Verve
 

“Forth” come avanti, in alto nel cielo della copertina di questo album. E “forth” quasi come “four”, quattro: è il quarto album del Verve, il primo dopo 11 anni, dal capolavoro “Urban hymns”.
La band si sciolse poco dopo (qualcuno si ricorderà ancora la famosa data annullata all'ultimo minuto a Imola); Richard Ashcroft intraprese una dignitosa carriera solista, tre bei dischi ma non baciati dal successo come il lavoro della sua band, che fondendo pop-rock e psichedelia fece davvero scuola.
Le reunion lasciano sempre un po' perplessi e la dietrologia è facile: lo fanno per solid? Per carriere soliste che non sfondano? O si sono davvero ritrovati?
I Verve sono tornati in pista l'anno scorso, annunciando che i dissapori erano scomparsi. Dopo molti concerti, dopo qualche anticipazione on line, ecco il loro nuovo album.
E' una reunion di quelle che valgono? Certamente sì: i Verve sono ancora in grado di dare punti a molte band venute dopo, in quanto a tiro. “Forth” è un disco per niente consolatorio: 10 canzoni, 64 minuti e lunghi brani tra psichedelia e jam session in studio, fin dall'iniziale “Sit and wonder”, per arrivare all'autoesplicativa “Epic noise”.
E' una reunion che farà contenti tutti? Probabilmente no: dei “vecchi” Verve c'è qualche traccia in “Rather be” e “Vallium skies” (che hanno qualche reminescenza rispettivamente di “Bittersweet simphony” e “Lucky man”), ci sono ballatone come la conclusiva “Appalachian springs”; C'è pure un singolo strano come “Love is noise”, che sembra uscire dritto dal repertorio di una band new wave pop anni '80. Ma quelli che conoscono la band di Ashcroft solo per le sue canzoni più famose potrebbero rimanere spiazzati.
E' un disco solido, “Forth”. Forse un po' prolisso in diversi momenti. Richiederà ancora qualche ascolto per essere compreso a fondo: l'abbiamo ascoltato in anteprima, per una volta soltanto. Le prime impressioni dicono questo.  Il disco è disponibile anche in una edizione con 5 brani dal vivo aggiuntivi e un DVD.

(Gianni Sibilla)

TRACKLIST:
“Sit and wonder”
“Love is noise”
“Rather be”
“Numbness”
“I see houses”
“Noise epic”
“Valium skies”
“Columbo”
“Appalachian springs"

da www.rockol.it




permalink | inviato da barsaro_webmaster il 19/9/2008 alle 17:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 marzo 2008
Altra uscita per il 28: REM - Accelerate
 

Altra uscita per il 28 Marzo, che a questo punto diventa una data importante per gli amanti del rock d’autore, quello che non tradisce mai. Sarà infatti nei negozi di dischi Accelerate il nuovo album dei REM: 11 pezzi rock rabbiosi, che rievocano i successi dei REM prima maniera.

Un disco registrato praticamente in presa diretta perché - stando alle parole del leader Michael Stipe – i REM danno il meglio in una situazione che si avvicini di più ad un live che ad un routinario lavoro in sala di registrazione. Realizzato sotto la supervisione di Jacknife Lee (raccomandato a Stipe dagli U2), l’album sfoggia una energia ritrovata, che si riflette in undici canzoni velocissime, tese. Un rock spesso rabbioso nella ritmica, qualche ballad ma molto energica. I brani già rintracciabili su internet e testati in un concerto a Dublino nel luglio 2007 denotano un’energia che i REM non sfoggiovano dai tempi di "Automatic for the People", del '92.
E' un disco politico, che parla dei sogni che la politica americana di guerra ha frustrato in questi 8 anni. Si chiude con "I'm Gonna DJ", dove il DJ è protagonista di una canzone che rievoca la ribellione di Seattle per il WTO.
Michael Stipe di oggi appare invecchiato, molto serio, non sorride mai. Si schiera apertamente con Obama per le prossime elezioni perchè come dice lui :”non schierarmi fa male al mio ego”.
Realizzato al Rolling Stone, un concerto breve e intenso per conto di MTV Italia, che sarà trasmesso su Canale Sky 704 giovedì 27 marzo alle 22, e su MTV lunedì 31 alle 21,, Stipe è tornato a sfoderare il suo fascino innato e il sorriso, in un set bello tosto che ha mescolato pezzi vecchi e nuovi. Le date del tour vedranno il trio di Athens in Italia nelle seguenti città:

Perugia 20/7

Verona 21/7

Napoli 23/7

Codroipo 24/7

Milano 26/7




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18 marzo 2008
“IL VASCO CHE VORREI!”
Trent’anni fa usciva il suo primo disco “ma cosa vuoi che sia una canzone”, 20.000 copie distribuite solo in Emilia. Forse il titolo voleva dire che a lui non veniva così difficile scrivere canzoni, eppure non sembrava che agli inizi avesse le idee così chiare. Il diploma in ragioneria e l’esperienza universitaria in pedagogia non sono certo i requisiti che ci si aspetta di trovare sul curriculum di un “rocker da combattimento”. Lui era un ragazzo incerto, sconvolto, timidino e anche piuttosto brutto . La sua storia comincia in quell’Emilia nebbiosa e umida, tra Modena e Bologna, in un epoca difficile per uno come lui, che riformato dal servizio di leva perché in preda ad una forte dipendenza da psicofarmaci, è l’incarnazione del disagio di una generazione che è stanca delle rivendicazioni e delle lotte di quel movimento cultural-politico che avevano caratterizzato gli anni ’70 e che si apprestava a vivere la decadenza di quegli anni ’80 che consacrarono VASCO nell’olimpo del Rock.

Sulle canzoni che lo portarono alla ribalta si sono scritte pagine e pagine, si sono pubblicati libri, e tantissimo si è discusso sul come con quei pezzi, veri e propri “manifesti”, VASCO si fece subito alfiere e condottiero di quella generazione di sconvolti che ad una vita serena e tranquilla preferivano una vita spericolata e piena di guai.

Le parole che usa nelle sue canzoni sono dirette e dure, e non rispondono a nessun padrone e a nessuna esigenza. Sono lo sfogo senza filtri di un rocker che è scandalosamente vero. La sua vita, spericolata lo è veramente. Il rock per VASCO non finisce quando si spengono il riflettori, ma lui il rock lo vive sulla sua pelle. Se le sue canzoni bellissime e generazionali fanno il suo successo, è la sua vita, dentro e fuori dal palcoscenico a consacrarne il MITO:

La prima apparizione a Sanremo con “vado al massimo”nell’82 è uno scandalo, giornali e riviste lo definiscono “orrido allo stato brado” e gli affibbiano una patente da “drogato” che non riuscirà più a togliersi. Compie numerosi incidenti in macchina dai quali esce miracolosamente illeso. Due arresti per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Sono solo alcuni esempi di come in quegli anni la sua vita rimane incollata alle sue canzoni e al suo rock, e i suoi fans si moltiplicano e si legano sempre di più a quel ragazzo che nonostante tutto vive come loro ed ha i loro problemi. “Io non sono un cattivo maestro, non voglio proprio essere un maestro per nessuno, io sono io, io canto voglio una vita spericolata, cioè che voglio vivere e non che voglio morire”, cosi in un intervista dal carcere. VASCO il BLASCO è una persona vera, è un debole come tutti, ma grintoso e caparbio ha una gran voglia di gridare la sua rabbia e le sue emozioni al mondo.

Ai toni più duri dei suoi pezzi più grintosi, si affiancano canzoni d’amore e ballate romantiche. Le donne e la vita rimangono sempre i sui temi preferiti. La sua musica non segue un “genere” ma i suoi pezzi hanno melodie a volte diversissime tre loro. Tra musicisti nuovi e storici, e sempre lui, con la sua voce, la sua personalità, il suo stile, il suo essere sempre e comunque vero e schietto a essere il dominatore incontrastato della scena.

L’esperienza emotiva dei suoi concerti è un fiume in piena di sensazioni difficilmente comunicabili a chi non si sente a pieno titolo un suo fan. I concerti sono la manifestazione vivente della sua grandezza. Il suo pubblico non sente ragioni e le sue date sono sempre tutte sold out. La sua gente si riconosce a pelle, e la cerimonia dei suoi concerti non è paragonabile a quella di nessun altro. Se lui è in tour, il suo popolo è in pellegrinaggio.

Quel ragazzo che si reggeva a stento in piedi sui palchi e davanti alle telecamere, “quell’escluso dal sistema”, oggi si impone pesantemente alla musica e al rock. Non passa più molto tempo a Zocca, ma incide i suoi pezzi a Los Angeles. Oggi, non cerca più di entrare a far parte di qualcosa, di un sistema, ma è il sistema che cerca di ruotare intorno a lui. 20 anni fa era un drogato da emarginare, oggi tutto lo vogliono, e lui si concede poco, solo se ne vale la pena. Qualcuno dice che è cambiato, e che la sua musica non è come quella di una volta. Effettivamente viene difficile pensare a lui come un “uomo comune”, e a i più può sfuggire che anche lui cambia come tutti gli uomini. Il suo non è più l’inno di una generazione, ma di almeno 3 generazioni. Tutto quello che fa su questo mondo è un record.

Adesso aspettiamo il suo “mondo che vorrei” ,il suo ultimo album e il suo nuovo tour, un altro capitolo di una storia che non è solo la sua storia, ma è la nostra storia, la storia del popolo del BLASCO, la storia della musica. Io, il VASCO che vorrei, è quello di sempre, quello vero quello che dissacra i drammi e canta la vita, quello che a me piacerà comunque, senza dubbi!

ANTONIO




permalink | inviato da barsaro_webmaster il 18/3/2008 alle 15:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
13 marzo 2008
VASCO: NUOVO ALBUM, NUOVO TOUR, NUOVO VIDEO

Intere generazioni di italiani unite attorno alla voce alla carica e alle sensibilità di un mito, inteso nell’accezione più fottutamente rock del termine. Esce il 28 Marzo la nuova fatica del dominatore incontrastato, signore e gran boss del rock italico. Ecco di seguito alcune info sull'album e dichiarazioni di Vasco sul suo nuovo lavoro prese dal sito web ufficiale del blasco.

Il nuovo album di Vasco Rossi si intitola “Il mondo che vorrei” e contiene 12 brani inediti (compreso “Basta Poco”, uscito per internet un anno fa).
“Il mondo che vorrei è solo il titolo di una canzone, non è una dichiarazione di intenti – dice Vasco – “Avrebbe potuto chiamarsi l’Ultimo album di Vasco Rossi o anche “disco volante”, come qualcuno ha già scritto. Essendo il titolo più suggestivo e il primo singolo per le radio, dà il titolo all’album intero”.
Il cd arriva quattro anni dopo “Buoni o Cattivi” e uscirà il 28 marzo non solo in Italia ma anche in Europa: Francia, Spagna, Olanda, Germania e Svizzera.
Atteso dai fans, “Il mondo che vorrei” è un VascoRossi “DOC”, con ballate struggenti, brani ironici e irriverenti o provocazioni. Come nella migliore tradizione del rock.
Concepito in Italia, in due lunghi anni costati fatica, godimento e sofferenze, l’album è stato realizzato tra Bologna e Los Angeles dove si trovano i musicisti che hanno suonato nei dischi dal 1992: oltre a Vinnie Colaiuta (batteria) Mike Landau (chitarra) e Tony Franklin (basso) questa volta si è aggiunto Slash il mitico guitar hero dei Guns and Roses che ha suonato la chitarra in un brano.

A Los Angeles ha anche girato il video de “Il mondo che vorrei”, il primo singolo in radio dal 14 marzo, per la regia di Marco Ponti (autore di "Santa Maradona" e "A/R Andata + Ritorno") che vive in California dal 2004.
L'idea del video è quella di un'avventura idealmente ispirata al cinema "atletico" di Werner Herzog, con Vasco e la sua band che scalano un palazzo di 15 piani usando una ripidissima scala antincendio esterna e portando con sé tutti gli strumenti necessari a una performance live.
Una volta giunti sul tetto, accompagnano Vasco in un'epica esibizione dedicata, come dice il testo, a "Il mondo che vorrei".

Il regista della seconda unità è Jess Hill, figlio del celebre Terence Hill.
Il video è stato girato da una troupe di circa 50 persone, utilizzando 3 macchine da presa Panavision super 35mm. Le riprese sono state effettuate in febbraio in varie zone della downtown di Los Angeles.

Dell’incontro con Slash Vasco ricorda:
“Il giorno fissato ero in studio e stavo cantando il pezzo sulla base del provino quando è arrivato… vestito esattamente da Slash: jeans attillatissimi, catena per le chiavi alla cintura, cappellino all’indietro che raccoglieva i capelli in una coda e fazzoletto tipico pendente dalla tasca di dietro.. mi passa davanti mi saluta con uno strano sorriso tra la complicità e il divertito.
Si infila un paio di occhiali da sole a specchio, attacca la spina della sua gibson all’amplificatore, e senza nessun particolare “effetto”, parte a suonare il pezzo.
Ci incontriamo durante una pausa e mi fa: “ehi Vasco, do you like it more strong or more light?” Gli rispondo: “I like more strong, man.” Ha fatto un cenno con la testa ed è tornato di là. Non l’ho più visto. Il giorno dopo quando ho sentito il pezzo sono rimasto allibito. Cazzo però Slash!


VASCO ’08 - LIVE IN CONCERT parte da Roma il 29 maggio, esattamente due mesi dopo la pubblicazione del nuovo CD.
Nasce e continua all’insegna dei raddoppi: dopo Roma 29 e 30 Maggio (i biglietti della prima serata si sono esauriti in meno di 16 ore) e Milano 6 e 7 giugno (qui i biglietti messi in vendita per la prima data si sono esauriti in meno di 12 ore), si raddoppia anche ad Ancona, stadio Conero, 14 e 15 giugno.
A Venezia Mestre il 21 giugno per l’Heineken Jammin Festival e quindi a Salerno, Stadio Arechi, il 27 giugno - a Messina il 4 Luglio - a Locarno il 9 Luglio per il Festival Moon and Stars.


TRACKLIST: IL MONDO CHE VORREI - VASCO 2008 -
1 IL MONDO CHE VORREI
2 VIENI QUI
3 GIOCA CON ME
4 E ADESSO CHE TOCCA A ME
5 DIMMELO TE
6 CHE COSA IMPORTA A ME
7 NON VIVO SENZA TE
8 QUI SI FA LA STORIA
9 COLPA DEL WHISKY
10 NON SOPPORTO
11 HO BISOGNO DI TE
12 BASTA POCO
Piero
                            




permalink | inviato da barsaro_webmaster il 13/3/2008 alle 14:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
11 febbraio 2008
KARMA POLICE

Hanno segnato la storia del rock. Hanno pubblicato album incredibili sposando reggae e jazz. Poi hanno ucciso i POLICE (che non sono mai morti) prendendo strade diverse nell’istante esatto in cui l’uno volle valere più del tre..

Non per l’aroma e il retrogusto del Chianti né per i bellissimi paesaggi se il professor Gordon Matthew Sumner (STING) ha scelto l’Italia e la Toscana per godersi la sua seconda giovinezza. La ragione va identificata forse nella storia di questa terra , culla dell’Umanesimo e del Rinascimento. Infatti è facile trovare in Sting lo spirito dei letterati colti che hanno vissuto in questa terra tra il 1500 e il 1600. L’ex Professore o l’ex Police prende esempio da quegl’uomini che animarono questa terra cioè eclettici geni che si immergevano con passione e dedizione all’arte alla musica e alla letteratura. Sting è stato definito come un artista poliedrico popolare che ha vissuto una potente evoluzione in quest’ultimi trent’anni.

Nato il 2/10/1951 nel 1976 è un sconosciuto che fa malvolentieri l’insegnate precario in una scuola di Newcastle, e allo stesso tempo fa il frontman/leader di una band eversiva durante il periodo punk: in anni in cui era di moda suonare male i suoi Police suonavano in maniera straordinaria introducendo la tecnica del jazz in canzoni rock da tre minuti.

Chiamati dalla stampa inglese “bleach-boys” ,perché tutti e tre si tingevano i capelli con lo scopo di sentirsi uniti, Sting-Andy Summers-Stewart Copeland avevano molte divergenze ma anche molte affinità, per esempio: due erano di origini umili e uno era ricco di famiglia , due erano estroversi e uno timido, due erano coetanei e uno aveva dieci anni in più, due erano inglesi e uno americano, due erano ottimi artisti e uno genio compositivo. Ma quando erano in concerto o in sala di registrazione queste asimmetrie si trasformavano in perfezione. Tre elementi , né uno in più né uno di meno. Agli inizi si fecero bandire da tutte le radio e tv per il loro nome “The Police” ( La Polizia), anche per rimanere fedeli alla fede punk, con canzoni dedicate al suicidio (I can’t stand losing you) e alla prostituzione (Roxanne). Ma col tempo grazie alla loro creatività melodica, più vicina al rock e al pop, e alle basi reggae sostenute da un incredibile sezione ritmica di basso e batteria e al coraggio di parlare sia d’amore (Every breath you take) sia di psicanalisi (Syncronocity) seppero superare certi limiti portando il tutto stavolta in cime alle classifiche di mezzo mondo.

Per questo oltre che per i titoli strani ed esotici ( Outlandos d’amour, Regatta de Blanc, Zenyatta Mondata, Syncronicity) gli album del Police sapranno distinguersi nella baraonda dei gruppi punk e new wave. Purtroppo la loro storia durò solo sei anni dal 1978 al 1984 nei quali furono rockstar e sex symbol riempiranno gli stadi di tutto il pianeta e venderanno milioni di dischi con pezzi come “Message in a bottle” , “So Lonely”, “Walking on the moon” e “Spirit in a material world”.

Un pessimo gruppo Punk ma una grande Rock band.

La discografia essenziale

(1978) Outlandos D’Amour : i Police nascono punk , ma sono troppo bravi per quel genere. Rock, Punk, Reggae , mix collaudato dai Clash ma potato al grande pubblico dai Police.

(1979) Regatta De Blanc : il secondo album presenta sonorità che si avvicinano ancora di più al “white reggae”. Qui troviamo gli ultimi “respiri” punk.

(1983) Synchronicity : il disco ripercorre l’evoluzione della band , ripescando l’energia degli esordi.

Da Vedere

Everyone Stares : The Police Inside Out

Il DVD raccoglie I filmini in super 8 girati da Stewart Copeland . E’ la storia del gruppo come non l’avete mai vista.

The Police 1978 – 1983

Di Goldsmith Lynn. Gli scatti a colori e in bianco e nero di questo volume rivelano un ritratto fotografico intimo, emozionante e sincero della band. Pubblicato in occasione dei trent'anni della band e del nuovo tour mondiale, questo libro presenta decine di fotografie inedite che mostrano il gruppo nei concerti, nel backstage, on the road, negli studi di registrazione, nella vita privata, a New York, Londra e Los Angeles. ( fonte: libreriarizzoli.it)

Da Leggere

One Train Later

Andy Summers racconta la sua vita e quella dei Police

Rino




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