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16 gennaio 2009
La PlayStation non si tocca
 playstation-2.jpgI videogiochi sono da considerare «opere dell'ingegno» protette dal diritto d'autore. E fin qui non ci piove. Anzi, ci si fa anche una commissione ad hoc. La conseguenza meno scontata è che rischia quindi una condanna per violazione della normativa sul copyright chi vende "microchip per la Playstation 2 finalizzati a leggere i videogiochi masterizzati". Lo si evince dalla sentenza n.1243 della Quarta sezione penale della Cassazione. Insomma, modificare la Ps2 non si può, sentenza che potrebbe dare nuovo ossigeno anche a Nintendo che due settimen fa aveva fatto un esposto contro chi commercializza l'R4 Revolution, hardware che permette di giocare con titoli non acquistati, al pari del chip per la mitica Playstation 2. Console non più in produzione ma che ancora detta legge in Italia.

Il caso in questione riguarda un imprenditore
della provincia di Trento che con la sua società vendeva, appunto, dei «modchip» per ampliare le potenzialità della Playstation. La società, in seguito alle vendite dei chip è finita sotto processo ed era stata condannata dalla Corte d'Appello di Bolzano. Nel ricorso in Cassazione il titolare dell'azienda Oscar D., aveva sostenuto che i suoi chip non erano finalizzati a modificare la protezione della Playstation ma solo a «espandere le potenzialità, perfettamente legittime, della Ps2». I supremi giudici hanno respinto il ricorso e condannato Oscar al pagamento delle spese processuali e a risarcire la Sony di 2.500 euro.

Nella sentenza si ricorda che secondo le normative vigenti i videogiochi non sono più da considerarsi software ma «opere dell'ingegno». Inoltre, secondo i giudici, la stessa Playstation non è da considerarsi un personal computer ma una «console per videogiochi». Dagli esami tecnici, era stato dimostrato come la Playstation modificata con quei modchip non solo leggeva i cd realizzati dalla Sony, ma anche quelli sviluppati da produttori diversi tanto da consentire di «eludere le misure tecnologiche di protezione poste sul supporto dal titolare del diritto».
corriere.it



permalink | inviato da barsaro_webmaster il 16/1/2009 alle 15:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
22 dicembre 2008
Ad Aprile il Touch Screen sarà trasparente
La comodità del touch screen viene meno quando il display con il quale interagiamo è troppo piccolo in proporzione alle dimensioni delle dita. Spostare icone e premere bottoni su di uno schermo da 2 pollici e mezzo servendosi dei polpastrelli è un po' come lavorare alla cieca: con così poco spazio a disposizione, un dito risulta decisamente ingombrante e finisce col nascondere alla vista tutto quel che sta sullo sfondo. Ed è proprio per questo motivo che nei laboratori di ricerca di casa Microsoft hanno messo a punto un sistema che promette di rivoluzionare l'uso dei più piccoli (ma non solo) display sensibili al tocco.

L'UTILITÀ DEL LATO B – I tecnici di Redmond hanno infatti realizzato il prototipo di un piccolo dispositivo, battezzato NanoTouch, dotato di schermo da 2,4 pollici e di un touch pad sensibile posizionato sul retro, proprio in corrispondenza del display. Così, in pratica, la manipolazione degli oggetti non richiede più che l'utilizzatore tocchi fisicamente il piccolo monitor: basta muovere le dita sul lato posteriore dell'apparecchio mentre lo si tiene in mano. In questo modo anche le più piccole icone possono essere selezionate e trascinate senza problemi, poiché l'interfaccia non viene mai nascosta dalle dita dell'utilizzatore.

PRESENTAZIONE – La soluzione ideata dal colosso del software è stata sviluppata in collaborazione con l'istituto Hasso Plattner di Potsdam, in Germania, e sarà svelata ufficialmente nel corso della conferenza Computer and Human Interaction che si terrà a Boston il prossimo aprile. Grazie alla tecnologia del «retro touch screen» sarà possibile rendere sensibili al tocco una vasta gamma di gadget, anche molto piccoli, come orologi, medagliette anelli e altri dispositivi portatili dotati di display troppo piccoli per il touch screen tradizionale.

Video dimostrativo 1 e 2




permalink | inviato da barsaro_webmaster il 22/12/2008 alle 15:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 dicembre 2008
TryPhone: online il simulatore di cellulari
Ogni qual volta viene lanciato sul mercato un nuovo terminale, il problema maggiore è poter toccare con mano il dispositivo per poter eseguire una valutazione sul prodotto. Ora grazie a TryPhone, chiunque virtualmente potrà provare il cellulare che più gli piace.
In realtà quello espresso nel cappello introduttivo, non è un problema di poco conto, anche perché l’utente finale vorrebbe sempre poter toccare con mano il prodotto che più gli piace. Purtroppo, non tutti hanno un negozio ben fornito sotto casa, e spesso neanche nella città dove vivono, store che non portano tutti i modelli, oppure li portano dopo svariato tempo (senza contare che non possono prestare per una settimana il dispositivo ad ogni cliente che ne facesse richiesta).
 
Ora questo problema potrebbe essere in parte risolto grazie ad un nuovo servizio virtuale online che ci permette di provare gli smartphone o cellulare di ultimo grido stando comodamente seduti sulla propria sedia. Il servizio (un sito) si chiama TryPhone, e nelle intenzioni degli autori è nato per far “toccare con mano” le funzionalità di questo o quel terminale (naturalmente il servizio è ancora in fase di beta e permette di usare solo i terminali più famosi e conosciuti).

Se siete interessati a fare un giro con l’iPhone, un modello di punta della HTC, o volete provare il Nokia che vi sta tanto a cuore, non dovete fare altro che dirigere il vostro browser qui, ed iniziare a provare il terminale che più vi solletica.

                                                                       tecnozoom.it




permalink | inviato da barsaro_webmaster il 3/12/2008 alle 9:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
29 novembre 2008
Wind, voce sms e web gratis per studenti

Nessuno qua ha intenzione di fare pubblicità a qualche colosso della comunicazione mobile. Ma se c'è una buona idea, si ritiene giusto rendervene partecipi e farvene trarre concreti benefici.
Wind campus è un'offerta wind rivolta agli studenti. Con 5 euro, 1000minuti, 1000sms e 50 ore di internet al mese, gratis per sei mesi.... ecco il link 




permalink | inviato da barsaro_webmaster il 29/11/2008 alle 14:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
27 novembre 2008
La Norvegia verso il software libero

MILANO - Crisi finanziaria o svolta etica, la Norvegia taglia i costi dell’infrastruttura informatica: si passerà al software libero. Niente più soldi per la licenza del pacchetto Office di Microsoft, gli applicativi per l’ufficio nelle amministrazioni pubbliche saranno sostituiti dalla piattaforma OpenOffice. Un bel risparmio. L’obiettivo è più ampio: ridurre in generale tutte le dipendenze da applicativi proprietari, questo passaggio quindi, potrebbe essere solo il primo passo verso una migrazione complessiva delle infrastrutture. Finalità ambiziosa visto lo stanziamento attuale: solo 225 mila euro.

OPENOFFICE - Il finanziamento messo a disposizione dal ministro per le Riforme, Heidi Grande Roeys, andrà al Norwegian Open Source Competence Center che aiuterà le pubbliche amministrazioni nel passaggio tecnico e formativo. OpenOffice è la più importante alternativa «aperta» all'applicazione per ufficio Microsoft Office, dominante su tutti i mercati. Nata nel 2000 sulle ceneri del progetto StarOffice, la suite per l’ufficio viene rilasciata con licenza aperta (Lgpl) da Sun Microsystems che ne è titolare. Open Office viene già utilizzata in alcune amministrazioni pubbliche europee come quella di Monaco di Baviera (e altri nove municipi tedeschi), e Vienna. In Italia è in uso presso circa 60 Comuni delle provincia di Bolzano e molte tra le tante province che, anche senza aiuti statali, puntano al risparmio e alla qualità. È possibile provare OpenOffice anche per un uso domestico, l’applicativo è scaricabile in lingua italiana, ovviamente in forma gratuita, presso il sito ufficiale del progetto.

ESEMPI - Più in generale il passaggio delle amministrazioni pubbliche al free software vede alcuni casi significativi in Francia dove la Gendarmerie e il Parlamento sono in fase di migrazione quasi completa, e in Spagna nella regione dell'Estremadura. Naturalmente c’è chi lamenta alcune difficoltà, in particolare nell’uso di OpenOffice. La compatibilità con i formati proprietari di Microsoft Office pare non essere ancora del tutto completa. Inoltre OpenOffice necessita di una certa potenza di calcolo per operare al meglio. Questo non si sposa con la causa di chi favorisce programmi il cui funzionamento è rapido anche su macchine riciclate o non di ultimissima generazione.
corriere.it




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29 ottobre 2008
Arriva Windows 7, il sistema riVisto

Quando si parla di Microsoft, e di Windows in particolare, la discussione non è mai dai toni pacati e non trova quasi mai tutti d'accordo. E' l'argomento stesso a essere controverso da sempre, il prezzo da pagare per un'azienda e un software sostanzialmente monopolisti nel campo dei sistemi operativi per pc. Come ha avuto modo di dire Ray Ozzie, chief software architect di Microsoft: "L'accoppiata pc e Windows ci tiene compagnia ormai da decenni". E dunque per il lancio ufficiale del nuovo Windows 7, avvenuto pochi minuti fa alla Professional Devenloper Conference (Pdc 2008), si inizia a discuttere più o meno animatamente già dal nome. Perché "7"? Mettendosi a contare i sistemi operativi "a finestra" della nostra vita, i conti non tornano: partiamo anche solo dal 3.1, poi Windows 95, il 98 (due release), Millennium Edition, Windows 2000 (ed Nt), quindi Xp e infine Vista. C'è chi sostiene che invece il conto sia da fare sui kernel dei sistemi operativi (i "noccioli", la base di ogni sistema), ma anche qui non ci siamo. Insomma, la discussione a Los Angeles parte anche solo da questo. O con maggiori contenuti, verte su quanto il nuovo sistema operativo sia nuovo davvero. Come ha avuto modo di dire Steve Ballmer stesso, il Bill Gates 2.0, il nuovo e focoso presidente dell'azienda: "Windows 7 non è altro che un Windows Vista che funziona". E se lo dice lui, non ci si può che credere.
Ma il lancio, in realtà un po' in sordina, del nuovo Os di Microsoft, non lo si può risolvere con la battuta di Ballmer. Partendo dal riconoscimento della nostra vita quotidiano-tecnologica come ruotante intorno ormai a 3 cardini fissi - il pc, la Rete e il cellulare -, e di come il nuovo Windows li debba rendere ancora più comunicanti, Ozzie ha lasciato la parola a Steven Sinofsky, vicepresidente, che ha man mano elencato le novità del software, ora in fase chiamata "pre-Beta". Il che vuol dire che vedrà la luce delle vetrine dei negozi non prima di giugno 2009, forse in autunno del prossimo anno.
A livello visivo, ma ovviamente anche operativo, la differenza che salta subito agli occhi riguarda la barra delle applicazioni, completamente (e finalmente) personalizzabile, che lancia i programmi e gestice quelli già in uso, anche le singole finestre di ogni programma. Un - come si dice - "look and feel" che rende il desktop di 7 ancora più simile a quello di Leopard, il sistema operativo Macintosh. Il che non è detto che sia una brutta notizia, dato l'ottimo funzionamento dei sistemi Apple. In ordine di apparizione sul palco del Pdc, quindi, le novità riguardano la gestione delle finestre dei programmi e delle cartelle, in grado di autoadattarsi alla scrivania, la ricerca - velocizzata e intuitiva - su tutte le risorse a cui accede il nostro pc (anche quelle condivise in network, immediatamente accessibili), un più intuitivo sistema di dialogo con il nostro telefono cellulare, una maggiore facilità di gestione del desktop, il che significa che finalmente sarà possibile tenerlo "pulito" senza dover rinunciare all'immediatezza di alcune operazioni o servizi. La scrivania sarà poi - anche lei - completamente "customizabile", con facilità e anche con la possibilità di condividere le nostre creazioni con gli utenti di Windows Live, ci sarà una gestione unificata dei programmi in esecuzione automatica, quindi una maggiore facilità di "manovrabilità" dei monitor e della lettura su di essi (con uno zoom gestito con un solo tasto).
Insieme al lancio del nuovo Windows 7, Microsoft ha voluto creare attesa con il rinnovamento di tutta una serie di programmi e servizi collegati. Si parte, in ordine di importanza, a pari merito con il nuovo Office (arrivato al numero 14, e su questo tutti sono d'accordo) e il lancio di Windows Live Wave 3, il pacchetto di servizi online che preannuncia grandi novità soprattutto a livello di Messenger. Quindi si passa al nuovo Windows Media Player e al completo rinnovamento - e questa sì che è una notizia - dei nostri amati "Accessori", dalla calcolatrice a WordPad.
Dove sta dunque la verità sul nuovo sistema operativo? Windows 7 è nuovo o è già "Visto"? La risposta indiretta la fornisce lo stesso Sinofsky, che ridendo ammette: "Abbiamo ricevuto diversi feedback dagli utenti di Vista. Ne abbiamo fatto tesoro per sviluppare Windows 7". Dunque il nuovo sistema sarà protetto ma senza cadere nel ridicolo con continue domande all'utente "Vuoi davvero fare questo?", "Il tale programma è stato lanciato, sei d'accordo?" etc. Quindi sono state corrette altre bruttezze e zoppìe. Servirà meno memoria per far girare "7" e verranno utilizzate minori risorse energetiche (e dunque il sistema operativo sarà utilizzabile anche sui laptop senza sofferenza), ci sarà maggiore velocità nell'apertura e nella chiusura delle sessioni, anche la risposta della taskbar e del menù sarà più immediata. In generale, il nuovo Os sarà più bilanciato e stabile, e immediatamente compatibile con altri software e hardware. Ecco quello che intendeva Ballmer: il sistema operativo che arriverà nel 2009 sarà tutto quello che Vista non è riuscito a essere. Una considerazione che proprio lo stesso presidente di Microsoft ha riassunto in un consiglio agli utenti: "Se avete ancora Xp non state a prendere Vista: aspettate direttamente Windows 7".
www.corriere.it




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6 ottobre 2008
Un anno senza internet a chi scarica illegalmente?

Ammonta a 2,6 miliardi di euro il danno generato in Italia nel 2007 dai moderni pirati dell'era digitale. Per quanto riguarda i supporti fisici (cd e dvd) sequestrati lo scorso anno, c'è stato il sorpasso dei film sulla musica, ma tra i contenuti più piratati software e videogiochi restano in vetta alla classifica. Secondo le stime fornite dal Servizio antipirateria della Siae, nel 2007 il danno per le case discografiche è stato di 261 milioni, erano circa 650 l'anno precedente, mentre per le major di Hollywood si è scesi ai 335 milioni del 2007 dai 600 di dodici mesi prima. In realtà, la flessione è solo apparente, perché ormai la diffusione illegale avviene su internet. Nel 2006 tra cd, dvd e giochi per la Playstation sono stati sequestrati 12,6 milioni di supporti, scesi a 3 nel 2007 e ad appena 319mila nel primo semestre di quest'anno. In altre parole: il web assomiglia a un grande self service dove tutte le opere sono a disposizione di tutti. «Anche i vu cumprà si lamentano che il loro lavoro è diminuito», afferma Vito Alfano, direttore dei servizi antipirateria della Siae. Il governo Berlusconi sembra intenzionato a prendere posizione. Il ministro Bondi ha istituito il tavolo istituzionale contro la pirateria digitale. Nell'adozione dei provvedimenti atti ad arginare il fenomeno, sembra visto di buon occhio dal Ministero dei Beni Culturali, quello adottato in Francia del Governo Sarkozy: a partire dal 2009 in Francia grazie alla collaborazione degli internet service provider, saranno recapitati, agli utenti che fanno uso illecito del file-sharing, degli avvertimenti al terzo dei quali sarà sospesa per un anno la connessione alla linea internet, per la quale però in caso di linea flat bisognerà continuare a versare il canone d'abbonamento.
Staremo a vedere cosa succederà, e se si prenderanno decisioni che elimineranno la condivisione di file gratuita e illegale su internet. Di certo case discografiche e autorità sembrano lontane dalla volontà di voler risolvere il problema alla radice, continuando nella ricerca di provvedimenti da KGB e trattando come pirati giovani che cercano una possibilità alternativa a dover sborsare svariati euro per uscite discografiche (ad esempio) che il 90% delle volte sono banali raccolte di successi. Rivisitare la politica dei prezzi su musica e film, e delle tassazioni sui diritti d'autore sembra un'idea lontana anni luce dalle stanze del potere. Dunque si rimarrà senza adsl nel 90% delle case italiane?....a Bondi e i suoi l'ardua sentenza.


Dati: Il Sole 24 Ore




permalink | inviato da barsaro_webmaster il 6/10/2008 alle 12:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
1 ottobre 2008
Nokia risponde ad Apple, ecco l'anti-Iphone

È una vigilia carica di tensione quella che separa analisti, esperti e semplici consumatori dalla presentazione del primo cellulare touch screen che Nokia svelerà domani a Londra. E non contano tanto le anticipazioni su internet, le foto "rubate", il tam-tam petulante intorno a un gadget atteso e desiderato da almeno un anno.
Perché alla fine il refrain è sempre lo stesso e prende forma nell'ennesimo guanto di sfida lanciato all'indirizzo del l'iPhone, il superfonino della Apple, uno di quegli oggetti che segnano un limes, che stabiliscono nella storia della tecnologia un prima e un dopo. Solo che questa volta a scendere in campo contro Cupertino, con tutta la sua potenza di fuoco, è il primo produttore al mondo di cellulari: il gigante finlandese che può contare su una quota di mercato complessiva del 40% (47,5% per i soli smartphone).
Dall'azienda le bocche sono cucite in attesa della première londinese, ma le notizie trapelate in queste ultime ore sembrano precise: il nuovo anti-iPhone si dovrebbe chiamare Nokia 5800 Xpress Music, nome in codice Tube, utilizzerà la piattaforma Symbian, farà sfoggio di uno schermo sensibile al tocco da 3,2 pollici (contro i 3,5 dell'iPhone) e monterà una fotocamera da 3,2 megapixel (contro i 2 del melafonino), con un'ottica Carl Zeiss. La connettività sarà garantita su tutti gli standard: dalla classica rete Gsm a quella Edge, passando per i network superveloci Umts fino al protocollo Hsdpa. Integrate ci saranno anche le funzionalità wi-fi, per collegarsi a internet senza fili, il Bluetooth 2.0, il Gps per la localizzazione satellitare e una porta per collegare il cellulare alla televisione.
«Non c'è dubbio che in queste ore Nokia sia sotto pressione e che sul nuovo "Tube" ci sia molta attesa – dice Carolina Milanesi, analista di Gartner – perché se è vero che il colosso finlandese con la sua quota domina il mercato senza apprensioni, da un lato l'iPhone e dall'altro il G1 di Htc, il così detto Google Phone, hanno sferrato un attacco frontale su un nuovo segmento. Senza contare che Android, la piattaforma open source promossa proprio da Google raggiungerà secondo le nostre stime una quota del 10% nel 2011».
E la sfida, infatti, è anche (e soprattutto) sulle piattaforme, cioé sul software, perché la "vita" di un cellulare e la sua presenza sul mercato sono ovviamente più brevi di quella di un semplice device tecnologico. In questo senso la battaglia di Nokia, che ha acquistato di recente la maggioranza di Symbian creando una fondazione ad hoc con diversi partner industriali, va nella direzione di potenziare un sistema operativo che nel mondo è installato su almeno 150 milioni di cellulari. I rivali sono quelli di sempre: il progetto di Android, dietro al quale c'è Google che sta studiando il modo di entrare nel ricco mondo dell'advertising online sui telefoni, e poi ancora il software dell'iPhone, che da poco si è aperto agli sviluppatori esterni.
Domani a Londra Nokia punterà anche sul proprio negozio musicale: Comes With Music, in versione potenziata, per cercare di erodere il "monopolio" di iTunes. E intanto c'è anche qualche sito che ha iniziato ad accettare le prevendite del Nokia 5800, come Mobilecityonline.com, a 499,99 dollari.

ilsole24ore.com




permalink | inviato da barsaro_webmaster il 1/10/2008 alle 13:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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